
Opera n. 18, 1939
Acquerello e matita colorata su carta, 34,2 x 29,5 cm
Torino e Milano, collezione privata
Acquerello e matita colorata su carta, 34,2 x 29,5 cm
Torino e Milano, collezione privata
“Avevamo in casa una zia che il veterinario le aveva tolto tutti i denti da ragazzina. Lei ha portato queste protesi, da bambina, perfino. E allora c’erano tutte queste protesi in giro. E allora io ho sempre disegnato anche le protesi. Mi piacevano più le protesi di mia zia che un fiore. I fiori li detesto, detesto i fiori, forse perché sono più belli dei miei quadri, più belli di me. Per un’ira che ho dentro”.
Foto Pino Dell’Aquila


